Il governo potrebbe inserire nella lista nera EOH: rapporto

EOH Holdings potrebbe presto essere inserita nella lista nera dal fare affari con il governo a seguito degli scandali di corruzione del settore pubblico scoperti nel gruppo negli ultimi anni.

Secondo un report (paywall) nel giorno lavorativo di martedì, EOH ha contattato l’Agenzia IT statale (Sita) “in mitigazione della sentenza per la sua condotta scorretta passata”.

Moneyweb Insider
INSIDERORO

Abbonati per l’accesso completo a tutti i nostri strumenti di dati di condivisione e di trust unitario, ai nostri articoli premiati e supporta il giornalismo di qualità nel processo.

Le potenziali sanzioni arrivano nonostante le mosse decise di EOH e del suo CEO, Stephen van Coller, per ripulire il marciume lasciato dal precedente team di gestione. Secondo il quotidiano, EOH sta parlando con Sita, che gestisce l’approvvigionamento IT centralizzato per lo stato, per far mettere a EOH “la libertà vigilata” per illeciti passati invece di affrontare un divieto generale. Secondo quanto riferito, Van Coller ha descritto le possibili sanzioni contro EOH come “ingiuste” dato che l’illecito non si è verificato sotto l’attenzione dell’attuale team di gestione.

TechCentral la scorsa settimana ha dato la notizia che EOH stava facendo causa ad ex top manager – incluso il cofondatore ed ex CEO Asher Bohbot – per 6,4 miliardi di rand di danni per corruzione e fallimenti di governance avvenuti mentre guidavano il gruppo.

Oltre a Bohbot, che è stato citato in giudizio per quasi 1,7 miliardi di rand, EOH sta anche perseguendo l’ex direttore finanziario John King (1,7 miliardi di rand), l’ex capo del settore pubblico Jehan Mackay (1,5 miliardi di rand) e l’ex capo di EOH Internazionale Ebrahim Laher (R1,6 miliardi). – © 2021 NewsCentral Media

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su TechCentral Qui.

Lascia un commento