CQS sentenza favorevole ai debitori

Euro ViertelIl Tribunale di Bolzano ha pronunciato una sentenza particolarmente favorevole nei confronti di un debitore che, dopo aver contratto un finanziamento con cessione del quinto della propria pensione, lamentava l’esistenza di clausole vessatorie e di commissioni non esigibili sull’accordo siglato con l’istituto finanziario.

Nel dettaglio, il cliente della società finanziaria aveva siglato un contratto di cessione del quinto della pensione dal valore nominale di 6.500 euro: tra le determinanti che hanno indotto il cliente a sottoscrivere il finanziamento, l’esistenza di un tasso annuo nominale che appariva fondamentalmente conveniente (il 5,6%). A fronte della sottoscrizione del debito, al cliente veniva richiesto il rimborso del capitale, comprensivo di interessi e spese accessorie, in 120 rate mensili dall’importo di 141 euro (la cifra complessiva, il montante, era pari a 16.920 euro).

Ebbene, una volta compreso che tra il tasso annuo nominale sottoscritto, e il tasso annuo effettivo globale, vi era una notevole differenza causata dalle spese e da oneri accessori, ha domandato al Tribunale di esprimersi sull’inidoneità di alcune clausole che imponevano commissioni a suo dire non esigibili, e condizioni vessatorie.

Il giudice ha effettivamente condannato la società finanziaria a restituire all’utente tutte le commissioni di mediazione (846 euro), poichè ha ritenuto che tale voce del contratto non fosse dovuta, considerando che non era effettivamente intervenuto alcun agente o mediatore (l’utente si era direttamente recato nella filiale della finanziaria, presumendo di parlare con un dipendente della società, e non con un soggetto che gli avrebbe invece generato un aggravio di costi).

Oltre a quanto sopra, il tribunale ha stabilito l’obbligo di restituire 3.000 euro previsti in contratto a titolo di “commissione del cessionario (cioè, la società finanziaria) per attività preliminari e conclusive del finanziamento“. Il pensionato non ha invece ottenuto la restituzione degli interessi e nemmeno la riconduzione delle commissioni in equità, poichè il giudice ha stabilito che il testo del contratto era stato sottoscritto numerose volte dall’utente, ed era sufficientemente chiaro per comprendere i dati essenziali del contratto.

Ma cosa fare, dunque, per evitare di incappare in piacevoli sorprese quando si stipula un contratto di finanziamento concessione del quinto dello stipendio o della pensione? Buona abitudine suggerirebbe che prima di sottoscrivere un contratto di cessione del quinto sia necessario leggere attentamente le condizioni economiche dell’accordo, prendendo in considerazione non tanto il Tan (come ha fatto il debitore soggetto protagonista della vicenda di cui abbiamo detto) quando il Taeg (tasso annuo effettivo globale), che invece comprendere anche commissioni di istruttoria, del cessionario, del mediatore, di assicurazione.